AN ITALIAN SCANDAL – IL SISTEMA

PROGETTO IN SVILUPPO

Per comprendere questa storia, occorre partire da lontano. Da quando, con un secondo conflitto mondiale alle spalle e un Paese da ricostruire, la Sinistra italiana trova in una corrente della Magistratura un riverbero di pensiero. Siamo a metà degli anni 60, si vive una profonda crisi giuridica e la corrente di Magistratura Democratica si propone di intervenire attivamente nel delicato processo di cambiamento dei temi della giurisdizione. Negli anni, però, la corrente di sinistra della Magistratura diventa sempre più potente e concorre a trasformare un meccanismo virtuoso in un fenomeno autoreferenziale. Una “ casa madre” per cercare protezione politica, per nutrire le proprie ambizioni e infittire la rete di relazioni. Ma chi varca la soglia di quella Casa, entra automaticamente nel “Sistema”. Questa è la storia di Andrea Donati, un “enfant prodige” della Magistratura. Nato nel Sud più profondo, in una terra in cui la legalità diventa una forma di sopravvivenza contro lamala vita, Andrea si laurea giovanissimo alla Sapienza di Roma. La sua è una vocazione. A 22 anni vince il concorso in Magistratura e sogna – con la sua fidanzata Lucia – di mettere su famiglia e di crescere dei figli con dei sani valori tradizionali. E Andrea, mente brillante e con tanta voglia di riscatto, fa subito parlare di sé. Conosce il codice a memoria, collega articoli e commi con facilità e conosce l’animo umano. Viene notato da Carlo Arcuri, esponente di punta di quella corrente della Magistratura capace di avere voce nell’agenda politica del Paese. Arcuri diventa presto il mentore di Andrea. Il giovane magistrato impara in fretta, anche l’importanza di avere uno scudo di protezione nelle mosse più ardite. Accade però che il vecchio magistrato cominci ad avere delle defaillance e a commettere degli errori. Arcuri sta perdendo lucidità o gli equilibri, intorno a lui, stanno cambiando. In questo disorientamento, Andrea Donati riesce a completare la sua ascesa. A poco meno di40 anni, diventa il presidente dell’Associazione Magistrati più giovane della storia. Poco dopo tutti riconoscono in lui una delle punte di diamante del Consiglio superiore della magistratura. Ed è allora che, ebbro di potere, comincia a tessere la tela e, allo stesso, a diventare vittima del “Sistema”, di quel potere inviolabile della magistratura, che non può essere scalfito. Chi si oppone, viene abbattuto a colpi di sentenze o magari con una fuga di notizie o intercettazioni sulla vita privata. Perché Andrea, progressivamente, comincia a deragliare fuori dai binari di quella famiglia che aveva così fortemente voluto. Ed eccolo precipitare nell’abisso: viene accusato di rapporti indebiti con imprenditori e politici e di aver lavorato illecitamente per orientare incarichi e nomine. Donati è ora l’emblema del malcostume giudiziario. Ed è allora che Andrea Donati decide di non aver ancora perso tutto. Ha dalla sua la conoscenza della Verità. Ed anche quella, ora, invoca Giustizia.

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